sabato 1 marzo 2014

La morte migliore

Francesco Hayez - Romeo e Giulietta

Sono dell’idea che bisogna morire al culmine della propria carriera. Che la propria morte sia costruita in un sepolcro di eccellenza e meraviglia, che lasci gli altri amareggiati e con speranze disattese.

Ma che in fondo vi sia l’evidenza che niente di più grande sarebbe stato possibile nei vostri atti.
Quale morte migliore di questa?

Si, ce n’è una, c’è la morte dell’eroe. Chi non vorrebbe fare la fine di Prometeo? Quale onore potrebbe essere più grande? Castigato dagli dei ad una sorte orribile, per aver donato il fuoco all’uomo.

Ma ripensandoci anche no. Vale la pena soffrire in eterno per l’umanità?
Solo in pochi comprenderanno quanto siete stati grandi, se avranno la fortuna e la pazienza di scoprire la vostra storia, mentre la maggior parte degli uomini vi odierà.

Ripensandoci la morte migliore è quella con la pancia piena: siete satolli di delizie, soddisfatti dai piaceri terreni, inebriati da servile compagnia e buona musica. Mentre uno stuolo di miserabili marcisce fuori dalla vostra casa.

Scrivevo un po’ di tempo fa che esistono persone che NON sono dotate di una grande intelligenza, ma che hanno l’intelligenza sufficiente per fregarti. E sono tutti coloro che ingrassano sfruttando l’idiozia umana. Sono quelli che ti mandano l'email truffaldine fingendosi le poste italiane, ma in un italiano da brividi.

Pensate potenzialmente quanto potrebbe far del male una persona che realmente possiede conoscenza, capacità analitica e coscienza di se.

Se non fosse che coloro che hanno questo dono, generalmente sono come Prometeo e finiscono tutti in modo orribile, generalmente sul rogo.

Dicevo, per morire da grasso e ricco, usurpatore e sfruttatore dei miserabili dovete avere il coraggio di essere spietati, crudeli, dovete venire a patti con la vostra etica e morale. Non è facile, non è facile per coloro che sono davvero grandi. Non è facile per coloro che sono i migliori.