martedì 20 settembre 2016

Vegetariani e carnivori


È più piacevole veder soffrire un uomo o un animale?

L'essere umano ha facoltà di scegliere, e in questa possibilità che gli è stata data diventa responsabile delle proprie azioni in quanto consapevolmente cosciente.

L'animale non è colpevole delle proprie azioni in quanto non ragiona, il prodotto delle sue azioni non è una scelta, ma una conseguenza naturale istintiva e prevedibile della sua coscienza non consapevole.

Questo è il motivo per cui molte persone diventano vegane o vegetariane, l'essere umano comprende il dolore dell'animale e non vedendo colpa nelle sue azioni riesce a provare solo compassione e non disprezzo.

Mentre le scelte degli uomini influenzano altri uomini, e in queste scelte vi è responsabilità, merito o colpa.

Per quale motivo mangiamo gli animali dunque? Perché abbiamo fame banalmente, al nostro corpo non interessano le motivazioni dell'intelletto e questo è un problema costante nella natura umana.

Per quanto il dolore delle creature possano stimolare la nostra compassione, di fronte all'odore di carne sul fuoco la nostra risposta fisiologica è una sola. La salivazione. E non c'è soluzione a questo dilemma. Sia vegani che carnivori hanno entrambi ragione a sostenere le relative parti.

Il problema è che le richieste del corpo sono imprescindibili, per lo stesso motivo per cui dobbiamo andare in bagno, dobbiamo anche mangiare.

Ma c'è chi riesce attraverso l'uso dell'intelletto a soddisfare quelle che sono le necessità del corpo misurando con attenzione il fabbisogno fisiologico ed integrando diversi alimenti per ovviare alla mancanza di carne. Il che ha un prezzo in termini di tempo e di attenzione chiaramente. Ogni cosa ha il suo prezzo, anche la compassione.

Quello che è fondamentale comprendere all'interno di questo discorso è che è l'uomo a soffrire razionalmente del dolore dell'animale e non viceversa.

Come ho affermato all'inizio del testo l'animale non è colpevole perché non comprende, non ragiona. Sicuramente prova le nostre stesse identiche emozioni, prova dolore, gioia, tristezza felicità e quant'altro. Ma pur provando le nostre stesse emozioni non le comprende perché l'animale non sa di essere un individuo. Primati a parte che sono gli unici in grado di riconoscere se stessi allo specchio.


Qualsiasi altro animale semplicemente non sa di essere un individuo. Prova le nostre stesse emozioni, possiede una morale, ma non possiede la percezione cosciente di se stesso. Siamo noi a comprendere il suo dolore, non lui, per quanto lui soffra con il corpo, noi soffriamo con la mente, che è peggio in quanto comprendiamo le implicazioni della morte.

Da un punto di vista di consapevolezza cosciente non c'è tanta differenza tra un cane, un maiale e un cavallo, siamo noi che scegliamo chi è il cucciolo di casa e chi è la cena, in modo completamente arbitrario.


Non siamo più o meno cattivi di chi mangia un cane, è solo ed unicamente una questione culturale, il porco, la gallina e il coniglio possono tranquillamente essere animali domestici e possono dare lo stesso identico amore e comprensione di qualsiasi altro animale ( a parte i primati come ho affermato prima ). Così come sono altrettanto buoni da mangiare.