venerdì 4 aprile 2014

Das Wort Schadenfreude kennt man nur im Deutschen


Parte prima - Schadenfreude

"Vorrei che voi tutti aveste un solo collo e che io vi avessi sopra le mani".

"Non credo nell'uomo, in Dio e nel Diavolo, odio la razza umana e maledico tutti. Ho ucciso i deboli, gli innocenti, questa vita l'ho imparata dagli altri. Non ho nessun desiderio di cambiare, l'unico mio desiderio é di cambiare le persone e per cambiarle bisogna ucciderle".

  Carl Panzram

Se esiste la rappresentazione in terra dell'odio più puro, penso che Carl Panzram (assassino, stupratore, infanticida) sia un ottimo candidato per parlare di Schadenfreude.

Il termine non è in uso in italiano, ma solo in tedesco, schadenfreude: è il piacere, la felicità per il dolore altrui, e voglio tentare di spiegare esattamente in cosa consiste.

In ogni individuo, in ogni persona, esiste una struttura, una parte nella propria mente che è in grado di riconoscere il dolore altrui.

Ci sono dei casi in cui quando vedi qualcuno soffrire che inevitabilmente provi lo stesso dolore (indipendentemente dalla tua volontà). Questa capacità è in realtà estremamente naturale, tanto che tutti i mammiferi e buona parte delle specie più evolute ne sono in grado.

Anzi vorrei appuntare a tal proposito che negli animali questa capacità è spontanea e genuina.

Questa capacità viene chiamata compassione che viene dal latino cum pathos (provare lo stesso dolore).
Chi è in grado di provare compassione prende coscienza del dolore altrui, lo sente, lo fa proprio. (cioè il dolore che è dentro di te io lo capisco, e attraverso la comprensione questo dolore appare anche dentro di me).

Schadenfreude è invece quando io so che stai soffrendo e questa cosa mi da PIACERE, mi fa stare bene.

Una buona parte delle specie animali vive hic et nunc (in un tempo e uno spazio presente, senza elaborazione sul passato e sul futuro), questo non è vero per gli esseri umani (e per molte specie animali superiori).

Tutto ciò che è la nostra esperienza di vita entra entra dentro di noi, ci forma e vi rimane. Vi rimane realmente, dentro di te per esempio c'è la rappresentazione dei tuoi genitori, di una madre invasiva o di un padre incomprensivo per fare un esempio.

Queste istanze, sono sempre presenti e operanti, ossia hanno vita propria, vi è mai capitato di continuare un litigio con una persona nella vostra testa per trovare delle argomentazioni migliori da rinfacciare?

Dentro di te, c'è anche la rappresentazione di te stesso (fedele o meno non è importante), si prova schadendreude, quando la rappresentazione di una persona non ha compassione nei tuoi confronti, sta provando dolore o infelicità.

Quello che mi ha colpito di Carl Panzram è non solo l'assoluta mancanza di pietà nei confronti delle sue vittime, ma anche l'assoluta mancanza di pietà nei confronti di se stesso. La prima frase che ho citato "Vorrei che voi tutti aveste un solo collo e che io vi avessi sopra le mani" è rivolta a delle persone che volevano graziarlo e non dargli la pena di morte.

Questo vuol dire che Carl ritiene (riteneva) di non dover/voler provare compassione per se stesso oltre che per gli altri.

Parte seconda - Omnis mundi creatura

Poesia di Alano di Lilla (parziale)

Omnis mundi creatura
quasi liber et pictura
nobis est in speculum;
nostrae vitae, nostrae mortis,
nostri status, nostrae sortis
fidele signaculum.

Tutte le creature del mondo
come un libro o un dipinto,
sono uno specchio per noi;
della nostra vita, della nostra morte,
della nostra condizione, del nostro destino
ne sono un simbolo fedele.

C'è chi sostiene che il sentimento è una prerogativa umana, e che il valore dell'animale sia per questo inferiore.

Questo concetto nasce dalla necessità religiosa di rendere l'essere umano più importante degli animali.

In pratica si sostiene che i sentimenti possono nascere solo dall'anima, e che gli animali non avendo anima non possono avere sentimenti ma al massimo solo "sensazioni".

La parola chiave è "riconoscimento".

Tu "riconosci", capisci, alla perfezione i sentimenti. Perché quello che vedi è presente anche dentro di te.

Non servono (non servirebbero) test sperimentali per comprendere se esiste la compassione in buona parte delle specie animali, perché è sufficiente una banale osservazione.

La reale ed evidente differenza tra te e un animale non sono i sentimenti, ma la capacità di risolvere una equazione binomiale.

Ossia la capacità analitica (generalmente definita come ragione o l'intelligenza).

La scimmia non sa risolvere una equazione, ma di certo comprende se stai soffrendo, ed ironicamente è proprio la nostra capacità di analisi che ci deforma in specifiche condizioni, perché una scimmia non arriverebbe mai a pensare di dover fare delle iniezioni di sostanze caustiche nella cervice uterina di un'altra scimmia. E qui arriviamo al Dottor Carl Clauberg. E vorrei specificare che non è mio interesse fare un discorso politico, che i mostri vengono generati da qualsiasi contesto politico, storico o culturale.

Carl Clauberg non è un dottore pazzo da b-movie, è un illustre scienziato, il "Test di Clauberg" viene attualmente utilizzato per misurare l'azione del progesterone nel processo della fecondazione.

Un illustre scienziato che ha ucciso 300 persone tra donne e bambini per operazioni di sterilizzazione, senza contare i sopravvissuti alle sue operazioni che hanno passato il resto della vita in infermità fisica e psichica.

Panzram al confronto è un teppistello.

Parte terza - Il problema della ragione

Dal Mein Kampf di Hitler:  "Bisogna convincersi che i più alti ideali corrispondono sempre ad una profonda necessità della vita, così come, in fin dei conti, la nobiltà della più sublime bellezza si trova solo in ciò che è più logico e più opportuno. La fede eleva l'uomo al disopra dell'esistenza animale e contribuisce a rafforzare ed assicurare l'esistenza. Si tolgano all'odierna umanità i principii religiosi e morali corroborati dalla sua educazione e aventi per essa un valore di morale pratica, abolendo l'educazione religiosa senza sostituirle nulla di equivalente: ne risulterà una grave scossa delle fondamenta dell'esistenza. Si può stabilire che non solo l'uomo vive per servire ideali superiori ma questi stessi ideali danno la premessa della sua esistenza come uomo".

Dal "Libro segreto di Hitler": "Sparta va considerata come il primo stato Völkisch. L'esposizione dei bambini malati, deboli, deformi,  la loro distruzione è stata più decente ed in verità migliaia di volte più umana della miserevole follia dei giorni nostri, che protegge i soggetti più patologici a qualsiasi costo, e ciò nonostante toglie la vita - mediante la contraccezione o l'aborto - a centinaia di migliaia di bambini sani, solo per poi nutrire una razza di degenerati carichi di malattie."

Indipendentemente dal fatto che il ragionamento sia corretto o sbagliato (e non è di nostro interesse), è il ragionamento che ci rende diversi dagli animali, tutti siamo in grado di comprendere questi ragionamenti così siamo in grado di comprendere che il ragionamento guida le azioni, alcuni ragionamenti portano a delle scelte che comportano la sofferenza altrui e alla morte anticipata.

L'utlizzo della ragione, o meglio della capacità analitica è ciò che contraddistingue l'essere umano dall'animale, indipendentemente dalle sue conseguenze, non la presenza di sentimenti, che anzi per assurdo possono essere deformati e sopiti nel genere umano.

Questo ragionamento è completamente privo di compassione, eppure è proprio il ragionamento che lo rende un essere umano.

Diceva San Tommaso a proposito degli animali "est in eis quaedam similitudo liberi arbitrii" è in loro una certa somiglianza di libero arbitrio, dove per libero arbitrio si intende la possibilità di scelta relativa del bene e del male ovviamente, dove il bene è basato ironicamente sull'ipse dixit. E con questo potete evitare di spendere gli ottocento euro necessari per acquistare le "Questioni disputate", ma in sostanza San Tommaso affermava che gli animali non erano liberi ma determinati (parleremo di determinismo in un'altra occasione).

Parte quarta - Il problema delle pulsioni

Capita (sempre) che una persona utilizzi la propria capacità analitica per soddisfare quello che è una necessità fisiologica.

La ragione non dovrebbe mai essere asservita alla fisiologia, le passioni, le pulsioni non sono sbagliate, perché sono naturali, ma la sintesi tra ragione e pulsioni genera mostri.

Introduco un concetto necessario per arrivare alla conclusione.

La Fitness è la capacità che ha un membro di una specie di sopravvivere in un determinato ambiente.
Se la fitness è alta, la probabilità dell'individuo di sopravvivere in un determinato ambiente sarà alta.

Una mosca bianca dentro una foresta nera non ha una fitness alta per esempio (perché è più facile per un predatore individuarla).

Le pulsioni nel genere animale sono la conseguenza diretta della fitness, la "lotta per la sopravvivenza" non si attua senza pulsioni.

Per esempio, la fame (la necessità a nutrirsi), la necessità sessuale, la necessità di omeostasi (equilibrio nello status fisico). Queste sono pulsioni che per esempio condividiamo con le specie animali, sono necessità così condivise che le riconosciamo molto facilmente negli animali che ci circondano.

Ma le pulsioni mescolate a quella che è la ragione, (l'intelligenza la capacità analitica) deformano irremediabilmente l'esistenza, denaturando qualsiasi cosa.

Per via di un problema che io definisco "inconsistenza della necessità", (argomento che trattero in seconda sede).

La ragione, spesso cerca una "spiegazione facile".

Gli esseri umani hanno bisogno di chiarezza, spesso immediata, a qualsiasi costo e questa cosa non mi meraviglia.

Perché è assurdo che un essere consapevole della sua esistenza, sia anche consapevole della propria mortalità.

È normale attaccarsi disperatamente alla prima speranza che ci viene fornita come spiegazione alla vita.

Così come è normale che attraverso i prodotti della ragione, vengano deformati i sentimenti.


Parte quinta - Conclusioni

Carl Panzram o Clauberg non sono particolarmente più mostri, deformi o orribili di qualsiasi altro essere umano. La mancanza di compassione non è solo quando stupri e uccidi un uomo, è anche quando abbandoni qualcuno e lo lasci morire.

Che può essere legalmente assolutamente lecito, ma che non è diverso da un punto di vista di sentimentimentale.

Anzi il dolore è molto più significativo quando ad infliggerlo è una persona amata o stimata.

Panzram mi ricorda il personaggio di Dickens, Miss Havisham, con minore eleganza e premeditazione ovviamente. Una donna tradita nell'amore e nelle speranze, che vive in un incubo eterno di abbandono, una donna che ogni secondo medita vendetta solo per provare schadenfreude.

Ma a mio avviso i mala mundi, se tali possiamo definirli, sono il risultato inevitabile della sintesi tra ragione e fisiologia, che da un punto di vista concreto, tecnico, pragmatico, non hanno niente a che vedere l'una con l'altra.